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Il sentiero
“degli autori nuovi ed emergenti”
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In questa sottosezione della rubrica “Il Novecento e oltre”, si parlerà (pubblicandone direttamente le opere, oppure attraverso una serie di interviste, recensioni o monografie) di coloro che si stanno ultimamente imponendo sia alla critica sia al pubblico e che, dunque, son decisi a rivendicare per sé un poco di luce autentica, per non doversi riscaldare in eterno ad un sole misconosciuto.
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Mi hai fregato...
-Un racconto di Lucia Visconti-
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Sto guardando, te, Mirko, o piuttosto un calco di cera vestito con la tua felpa preferita, la sciarpa e il cappello della tua squadra, le scarpe da calcetto?
Le mani sono gialle, livide, graffiate dall’asfalto.
Eppure nella bara, che mi dà vertigini, le labbra con il sorriso solo tuo.
Mamma mi sorregge. Accarezzandomi, sussurra che verrà il giorno in cui ti ritroverò. Poi tace. Non sono in grado di ascoltare e lei capisce.
Tua madre, ti guarda e piange, poi sorride. Parla dell’entusiasmo, della simpatia.
Sono qui i tuoi amici, accalcati. Solo due giorni fa avete giocato a pallone. Portano, con delicatezza, lettere di saluto, foto della scuola, delle partite, di momenti di festa.
Mi hai fregato, Mirko!
Dove sei, amore? Ho sentito dell’espianto. Avresti condiviso questa scelta, innamorato della vita! A me, invece, la rabbia toglie la ragione: il tuo corpo smembrato…
Trasformarmi in un falco e volare fino al tuo cuore — l’ho sentito battere all’impazzata mentre mi baciavi —, ritrovare i tuoi occhi per i nostri figli.
Non saprò chi riceverà da te la vita.
«Sei lì, Mirko?», ti chiederò, gridando tra i singhiozzi.
Ma se è vero che ti rivedrò, trasfigurato in un luogo e in un tempo senza confini, potrai spiegarmi la vita tagliata a favore di estranei.
Mendicante, attenderò l’incontro.
Turbinio di gente soffoca: tua madre mi è accanto.
«Non disperarti» — balbetta con dolcezza — «Mirko è sempre stato felice. Il Signore non ha voluto che conoscesse il dolore, la malattia, l’angoscia. Ha avuto un singolare riguardo per lui».
Uno spiraglio si fa largo nella mia caverna: come sopportare di vederti soffocato, come in questo momento tuo padre, proprio tu, roccia, mio conforto?
Oggi so… morire due volte.
Lucia Visconti
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In fede,
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Le immagini sono (C) Carlo Peroni 2001
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