Massimo Bevilacqua 
-Dalla silloge inedita Fra le stanze e mia madre-
ci chiameremo con il nome delle spine delle rose 
nessun nome solo punte e sangue raffermo 
dopo di noi il taglio dell’inverno e cos’altro potrà seguire 
la primavera si sforzerà d’essere ciò che vogliamo 
anche se non lo è da tempo, le gemme non pesano più 
come sul libro delle elementari 
e mancano gli spazi bianchi da colorare 
 
II 
frammentati tutti i santi giorni 
accarezzeremmo il cruccio della neve: 
una dichiarazione d’indipendenza dal dolore. 
Stai dormendo scalza e respirando freddo 
senza sapere che non siamo qui 
con le campane o le coperte 
qualcuno ci ha messi tra parentesi 
forse per deporsi e proteggerci 
e l’umido lascia sfrigolarsi il tempo 
 
III 
distesa sulle mie stanze più impercettibili 
avvolta nel residuo grumo dello sguardo 
siamo nelle mura più spesse della terra 
la mia mano è l’aorta che ti fa seguito 
nell’aria che incendia gli occhi prima 
d’inseguirti a capofitto nell’inchiostro 
sinuoso scheletro del sonno 
 
Sconfitta 
dopo la resa un giorno in picchiata 
e non trovarne rimedio, l’assoluto abbattimento 
dell’etere e non tacerne il peso 
eppure non siamo belve sanguinanti 
e la steppa non è mite quanto il corpo 
di gennaio, giorni pesti di lame solari 
da resistere di freddo da incupirsi 
ma questa casa non si finge un letargo 
sfama chi la scorre orizzontale 
il delta più che mai risaputo 
lo incanala e lo contiene
 
Nota biografica
Massimo Bevilacqua è nato a Morbegno (Sondrio) il 29 aprile 1975. Vive e lavora a Morbegno presso una cooperativa sociale del territorio. Ha due splendidi bimbi (Samuele e Giulia) e una splendida moglie (Francesca). 
Suona chitarra e violino e dal 1991 ha militato in vari gruppi musicali esibendosi in Italia e all’estero. Nel 2003, 2004 e 2006 ha partecipato alla Rassegna “Otip-So” e al “Festival delle arti della provincia di Sondrio” mettendo in scena numerosi spettacoli. 
Dal 1997 scrive poesie; nel 2003, a coronamento di una rassegna di giovani autori presentati dal poeta milanese Claudio Recalcati, è stato incluso con altri sette valtellinesi nell’antologia, della LaboS Editrice di Morbegno, Tutta la forza della poesia
Suoi testi sono reperibili sul settimanale «Specchio» del quotidiano «La Stampa», sulla rivista di cultura varia «Il banco di lettura» di Trieste e in «Bottega letteraria» (inserto di poesia della rivista mensile «’l Gazetin» di Morbegno, per la quale cura dal novembre 2006, con l’aiuto di Francesco Osti, la rubrica “Itaca. I luoghi i non luoghi della manutenzione poetica”); nel giugno del 2005 il suo componimento da un abbandono è apparso nell’antologia Opere d’inchiostro, data alle stampe dalla Rubbettino Editore di Soveria Mannelli (Catanzaro) e voluta dall’Osservatorio letterario giovanile di Torino; sempre nel 2005, la sua lirica pesanti è stata prescelta dalla casa editrice LietoColle di Faloppio (Como) per il poetico diario Il segreto delle fragole; nel 2006 — dopo essersi aggiudicato il Premio nazionale “Itinerario poetico” intitolato a Roberto Povegliano e organizzato da importanti enti patrocinatori, fra cui il Comune di Roma — ha vinto il Premio “Opera prima”, indetto dalla casa editrice LietoColle; e proprio per i tipi di quest’ultima ha pubblicato, nel 2007, la silloge di versi Morfologia dell’abbandono.
 
 
Le immagini sono (C) Carlo Peroni 2001 
È vietato l’uso commerciale e la rimozione delle informazioni di Copyright 
 
 
 
 
Torna alla homepage