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La parola alla parola
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La professoressa Marisa Napoli — autrice di numerosi testi didattici, usciti per i tipi di case editrici prestigiose quali Rizzoli, Zanichelli, Laterza — conduce all’Università cattolica di Milano (e per la precisione presso la Ssis, sorta di accademia dove i futuri docenti degli istituti superiori apprendono le migliori tecniche d’insegnamento) una serie di laboratori che, incentrati sulla scrittura creativa, consentono ai giovani — quelli laureati in latino e italiano — di sperimentare e acquisire una vasta gamma di competenze e abilità linguistiche, necessarie ad affrontare con maggior consapevolezza, un domani, il gravoso impegno di educare, istruendoli, gli adolescenti e i ragazzi delle scuole secondarie.
Le righe precedenti, per rendere senz’altro espliciti lo spirito e i contenuti della presente rubrica, che si preannuncia davvero interessante e che la professoressa sfrutterà per dialogare con gli ex allievi dei suoi laboratori e, specialmente, con i visitatori de «L(’)abile traccia». I quali sono dunque invitati a contattarla personalmente (l’indirizzo di riferimento è marisa.napoli@fastwebnet.it) per interpellarla con fiducia, domandandole — in merito alle dinamiche e regole teoriche su cui si fonda in genere il “bel comporre” — i chiarimenti e le delucidazioni più svariate.
Ma i navigatori che “solcano” le pagine telematiche di questo sito, possono anche spedirle per e-mail (dopo aver attentamente consultato le condizioni di pubblicazione, per poi seguire le norme d’invio) i propri inediti; la professoressa sarà lieta di commentarli in “La parola alla parola”, usandoli inoltre come spunto concreto per illustrare e svelare a pieno i segreti meccanismi della scrittura creativa nonché delle affascinanti discipline (l’arte retorica e la critica) che le sono strettamente connesse.
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Il giornalismo,
ovvero la scienza dello sguardo
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Roma, 24 settembre 2006
Gentilissima professoressa,
frequento il secondo anno in un liceo romano e amo scrivere. Le chiedo gentilmente il suo parere su questa mia esercitazione di scrittura giornalistica.
La ringrazio,
Beatrice Scali
Roma, ragazzo ventiduenne si toglie la vita in carcere
Quando la vita prende la direzione sbagliata
Si impicca con alcune cinture annodate insieme all’inferriata del “Regina Coeli”
Ogni individuo, durante la propria vita, affronta delle difficoltà ma prima o poi le supera, cercando di crescere attraverso la sofferenza.
Mario Pali, ventidue anni, romano, ha deciso di negarsi quest’opportunità, impiccandosi.
È successo ieri, 19 settembre 2006, nel carcere “Regina Coeli” di Roma dove il suicida, con alcune cinture annodate insieme, si è tolto la vita.
Egli, dopo aver perso il padre a soli cinque anni, viveva con la madre e la sorella. Già da piccolo frequenta cattive compagnie e infatti a soli dodici anni compie il suo primo scippo. In seguito continua l’attività illecita e comincia a fare uso di droga. Negatogli anche l’affetto di sua madre, Mario conduce una vita infernale. Proprio nel 2005, quando è dentro per una rapina a mano armata, vuole confessare i suoi reati. Sembra pentito, ma ecco che un anno dopo avviene il tragico evento, epilogo di una vita spezzata.
Il ragazzo lascia una commovente lettera alla sorella, in cui spiega come la sua vita abbia preso una direzione sbagliata, quanto sia stato difficile perdere il padre e non avere l’affetto di una madre. “[…] Avevo disperato bisogno di qualcuno che mi accompagnasse a scuola, mi ascoltasse, mi consolasse quando piangevo. Ma mamma e papà non c’erano. Cara sorellina, ti ho sempre invidiato perché tu sei cresciuta, ora sei una donna e “vivi”, mentre io ho perso la dignità e ho rinunciato a priori a costruirmi un futuro […]. Ogni mattina intravedo stormi di rondini e immagino di essere una di loro per volare via”.
Probabilmente Mario in questo momento sta raggiungendo il suo papà proprio come una rondine, mentre sua sorella si sta commuovendo davanti ad una lettera che cerca di giustificare un gesto così folle.
Beatrice Scali
Carissima Beatrice,
intanto ti ringrazio perché mi hai proposto di leggere quella che tu stessa definisci un’esercitazione scolastica di linguaggio giornalistico.
Avrai certamente parlato già e discusso con il/la tuo/a insegnante circa le procedure per costruire il pezzo, le scelte informativo-argomentative e lessicali da fare, la necessità di sintesi e nello stesso tempo di chiarezza.
Ti chiedo soltanto un impegno con te stessa e con la scrittura: non ti far prendere la mano da compiacimenti sentimentali o retorici o moralistici o sensazionalistici o spettacolari. Guarda la realtà che ti sta attorno con occhio sgombro da “pre-giudizi”, registra i particolari, i dettagli, anche se crudi, fai parlare i fatti, le persone, le situazioni e, soprattutto, non dimenticare di verificare le fonti.
Ricerca, infine, uno stile personale, “decantando” il tuo scritto da tutte quelle scorie che possano impedire in qualche modo l’impatto del lettore col tuo testo.
Proprio come fa il buon vino!
L’esercitazione in tal senso valorizzerà di sicuro la tua passione per la scrittura.
Ti auguro un ottimo esito scolastico e tante soddisfazioni.
Alla prossima,
Marisa Napoli
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All’indirizzo marisa.napoli@fastwebnet.it, spedite in allegato (sotto forma di file DOC) un paio di racconti brevi o, a scelta, due-tre poesie di massimo quaranta-cinquanta versi ciascuna. Ad ogni testo (sia esso racconto o poesia) sarà obbligatorio premettere il paragrafo qui appresso riportato: “Il testo seguente (dal titolo ... ) è inedito, di mia esclusiva proprietà, originale e totalmente libero da vincoli contrattuali con terzi. Io [NOME E COGNOME] dichiaro di esserne l’unico/a autore/autrice e a «L(’)abile traccia» dò facoltà di diffonderlo gratuitamente on-line, cioè di pubblicarlo senza che il/la sottoscritto/a percepisca o debba versare un qualche compenso in denaro.
Accetto poi integralmente le condizioni che regolano la pubblicazione di inediti sul sito culturale «L(’)abile traccia», acconsentendo a che in quest’ultimo — cui accordo altresì il permesso di trattare i miei dati personali conformemente alle leggi italiane sulla privacy — compaiano le mie generalità.
In fede,
[FIRMA DELL’AUTORE O AUTRICE]”.
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Le immagini sono (C) Carlo Peroni 2001
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