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La libertà di esprimere un pensiero universale sotto forma di politica locale, rovesciando il fronte del sapere a ridosso delle spezie e dei risotti.
E i pensieri si rovesciano su carta pronta all’uso di chi legge.
Menestrelli, artisti, santi ed eroi, tutti si identificano in qualcosa e combattono, o meglio credono di farlo per qualcuno, la politica che va verso il sensazionalismo di scoprire che l’altro è cattivo e di non farsi il problema di proporre qualcosa, la politica che fugge dal suo nome perché non ne conosce più il significato, la politica che va verso fiumi di retorica e battaglie legali dentro a vestiti ripiegati su se stessi per sembrare quello che non sono.
La politica locale si spezza fra barriere montate ad arte dentro a piccoli paesi, noi cerchiamo di informare.
Stasera non esco, resto a casa con te
te che sei frutto del mio peccato
non so nemmeno se sarai bello, brutto o effeminato
non me ne frega niente, quello che conta è che è da me che sarai nato
e poi sarai lì in quella culla
piccolo, che dormi inanimato
ti ho voluto tanto,
ti ho desiderato e finalmente sei nato
che strano effetto mi fai
mi lasci inerme, frastornata
vorrei dirti un mucchio di cose ma non so nemmeno io da dove cominciare
però sai che ho tanto affetto da darti
sono qui pronta ad amarti
ma non sono sicura che basti per educarti
ci vorrebbero tante altre cose:
un’altra moralità, altre situazioni
un credo diverso, insomma un altro tipo di emozioni
e allora lasciamo stare, non materializziamo questo bel sogno
torniamo all’inizio:
stasera esco, non resto a casa con te perché non ci sei
non sarei in grado di accudirti, mai.
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Aristea Canini, trentadue anni, è una giornalista professionista laureata in scienze politiche. Scrive per diversi quotidiani ed è redattrice di «Araberara» (il quindicinale più venduto delle valli bergamasche); tiene inoltre una rubrica sulla rivista dell’Inter.
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Le immagini sono (C) Carlo Peroni 2001
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